Trattare il Dolore Cronico Con L’Ipnosi Clinica

La mia decisione a compiere un altro passo verso la mia crescita personale e professionale è stata stimolata da una mia cliente che vedo per le costellazioni, la quale ha una lesione di origine vascolare alla gamba destra che non si chiude e le procura molto dolore. In passato ho avuto spesso a che fare con questo tipo di pazienti perché curavo loro le ferite. Chi ha una lesione difficile sa quanto sia dolorosa. Questa cliente mi disdice l’appuntamento per le costellazioni: “Barbara scusami, oggi sto troppo male nemmeno le medicine mi fanno più effetto, non riesco a venire”, la tranquillizzo e prendiamo un altro appuntamento.
 
Il che il taglio che voglio dare al mio lavoro non era più quello clinico con focalizzazione sulla malattia com’era quando lavoravo in ospedale. Ho abbandonato quell’ambito proprio perché ad un certo punto della mia vita non ci ho più creduto. L’eccessiva medicalizzazione, il far sentire le persone diverse le une dalle altre sulla base della malattia era un qualcosa che mi metteva a disagio. Se qualcuno aveva un disturbo, ad esempio il diabete, non era più Mario Rossi con una famiglia un cane, un lavoro, era Mario Rossi diabetico.
 
Qualcuno (tanta gente), si identifica con la propria malattia o problema di salute: “Buongiorno sono Mario Rossi diabetico”. Durante la mia crescita personale e professionale il mio paradigma sulla salute è cambiato. La malattia è diventata messaggera, non qualcosa di altro da noi da combattere e sconfiggere ma qualcosa di profondamente connesso con noi che ci vuole comunicare qualcosa.
 
La malattia non siamo noi ma fa parte di noi in un momento particolare della nostra vita. Con questo paradigma la malattia è ascolto e comprensione. Non la combatto ma anzi la accolgo e quando lei non avrà più niente da dire se ne andrà. La malattia è qualcosa di profondamente spirituale e da lì arriva e si manifesta nel fisico, per guarire il corpo, bisogna guarire l’anima e quando avrai guarito l’anima, il tuo disturbo potrà andarsene o se rimane perché è cronico, lo avrai accettato e ringraziato dal momento che ti sta dando la possibilità di guarire a livelli più profondi.
 
Una collega Costellatrice con cui frequento la formazione continua alla HellingerShule mi ha raccontato su questo la sua straordinaria storia di malattia e guarigione. Aveva 14 anni e i medici l’avevano data per spacciata con tanto di esami e lastre, stava morendo. Ora ha quarant’anni, a quanto pare non è morta e mi ha raccontato la sua straordinaria storia che narrerò nel prossimo articolo del mio Blog cambiando ovviamente i nomi e i luoghi. E’ stato un miracolo? Se volete potete chiamarlo così, il punto è che ognuno di noi può essere il suo miracolo.
 
Con questa profonda credenza capite che per me risolvere tutto con un farmaco che ti toglie il sintomo è riduttivo e spesso anche dannoso se se ne abusa. Sto dicendo che secondo me pensare alla malattia intesa come un qualcosa che si esplica solo con la medicina è riduttivo, non sto dicendo che la medicina sia inutile, tutt’altro, occorrono gli antibiotici, i medici i farmaci che ti salvano dall’infarto e quelli che ti somministrano per salvarti la vita. Sto dicendo che fermarsi lì è riduttivo, c’è molto, molto di più e di diverso.
 
Quando ho mal di testa (e non ce l’ho quasi mai), gli parlo, gli chiedo perché sei venuto? Non corro subito a prendere l’aspirina. Cosa mi vuoi comunicare mal di testa? Forse sto lavorando troppo, sto facendo troppe cose e poi ascolto la pancia (le emozioni, l’energia che smuove dentro di me questa risposta) e se mi risuona la risposta ok, vorrà dire che mi riposerò un po’, se non mi risuona, vado avanti a farmi la domanda e ringrazio il messaggero (cioè il mal di testa).
 
Per fare questo però bisogna essere bravi ad ascoltarsi. Per me salute non vuol dire assenza di malattia, per me salute vuol dire felicità e puoi essere felice anche se hai una malattia cronica se la accogli e ne capisci il messaggio.
Altra cosa è il dolore cronico. Col dolore cronico, non riesci ad ascoltarti perché l’unica cosa che senti è il dolore. Puoi essere felice con un diabete, addirittura col cancro se sei abbastanza evoluto ma col dolore no. Il dolore non ti permette di evolverti perché c’è solo lui che urla.
 
Per questo motivo mi sono avvicinata all’ipnosi Ericksoniana. Presto inizierò il master per poter aiutare le persone che hanno questo tipo di problemi ed altro ad esempio a vivere senza dolore l’esperienza del parto. Diversi conoscenti anestesisti, quando lavoravo in camera Iperbarica, mi consigliavano di fare questo corso ma ho sempre fatto resistenza. Loro mi dicevano che con l’ipnosi facevano anche interventi o aiutavano i loro pazienti a sentire meno dolore e utilizzare meno la sedazione farmacologica.
 
io ascolto i messaggi che mi arrivano e la cliente di stamattina è stata l’interruttore per farmi decidere di tornare un po’ alle origini della mia professione. La cosapevolezza che ho è che il risultato della mia vita in questo momento è di traghettatrice di due mondi quello scientifico e quello spirituale che non per forza devono combattersi ma anzi possono prendersi a braccetto e lavorare in sinergia per fare in modo che le persone stiano bene e siano felici.